Il turno di notte nel faro di Milo
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Milo non lavora in un ufficio normale.
Lui lavora in un faro, su una piccola isola lontana dalla costa.
Il faro è alto, bianco, e guarda sempre il mare scuro.
Di giorno l’isola è silenziosa, ma di notte sembra viva.
Quella sera Milo arriva con l’ultima barca.
Il vento è forte e il mare è agitato.
Il capitano lo saluta e riparte subito.
Milo resta solo sull’isola fino al mattino.
Dentro il faro fa freddo.
Milo accende una piccola stufa e prepara un tè caldo.
Controlla la luce del faro, come fa ogni sera.
La luce gira lentamente e illumina il mare.
Verso mezzanotte Milo sente un rumore strano.
Non viene dal mare, ma da sotto il faro.
Sembra un colpo, poi un altro.
Milo prende la torcia e scende le scale.
Sotto il faro c’è una stanza vecchia.
Di solito è chiusa e vuota.
Quella notte, però, la porta è aperta.
Dentro, Milo vede una luce debole.
La luce viene da una radio accesa.
La radio non dovrebbe essere lì.
Milo ascolta una voce bassa e lenta.
La voce parla di una barca persa nella nebbia.
Milo capisce subito la situazione.
Qualcuno ha bisogno di aiuto.
Corre di nuovo in alto e aumenta la potenza del faro.
Accende anche una luce rossa di emergenza.
Dopo alcuni minuti, vede qualcosa nel mare.
Una piccola barca si muove lentamente verso l’isola.
La nebbia è fitta, ma la luce del faro guida la barca.
Milo continua a controllare ogni strumento.
Finalmente la barca arriva vicino alle rocce.
Due persone scendono, stanche ma salve.
Ringraziano Milo con voci tremanti.
Dicono che la radio vecchia li ha guidati.
Quando arriva l’alba, la barca dei soccorsi prende le persone.
Milo resta ancora un momento nel faro.
Guarda il mare, ora calmo e chiaro.
Sorride lentamente.
Quel turno di notte è stato diverso.
Milo capisce una cosa importante.
Anche in un luogo isolato e silenzioso,
la sua luce può cambiare il destino di qualcuno.
Milo non lavora in un ufficio normale.
Lui lavora in un faro, su una piccola isola lontana dalla costa.
Il faro è alto, bianco, e guarda sempre il mare scuro.
Di giorno l’isola è silenziosa, ma di notte sembra viva.
Quella sera Milo arriva con l’ultima barca.
Il vento è forte e il mare è agitato.
Il capitano lo saluta e riparte subito.
Milo resta solo sull’isola fino al mattino.
Dentro il faro fa freddo.
Milo accende una piccola stufa e prepara un tè caldo.
Controlla la luce del faro, come fa ogni sera.
La luce gira lentamente e illumina il mare.
Verso mezzanotte Milo sente un rumore strano.
Non viene dal mare, ma da sotto il faro.
Sembra un colpo, poi un altro.
Milo prende la torcia e scende le scale.
Sotto il faro c’è una stanza vecchia.
Di solito è chiusa e vuota.
Quella notte, però, la porta è aperta.
Dentro, Milo vede una luce debole.
La luce viene da una radio accesa.
La radio non dovrebbe essere lì.
Milo ascolta una voce bassa e lenta.
La voce parla di una barca persa nella nebbia.
Milo capisce subito la situazione.
Qualcuno ha bisogno di aiuto.
Corre di nuovo in alto e aumenta la potenza del faro.
Accende anche una luce rossa di emergenza.
Dopo alcuni minuti, vede qualcosa nel mare.
Una piccola barca si muove lentamente verso l’isola.
La nebbia è fitta, ma la luce del faro guida la barca.
Milo continua a controllare ogni strumento.
Finalmente la barca arriva vicino alle rocce.
Due persone scendono, stanche ma salve.
Ringraziano Milo con voci tremanti.
Dicono che la radio vecchia li ha guidati.
Quando arriva l’alba, la barca dei soccorsi prende le persone.
Milo resta ancora un momento nel faro.
Guarda il mare, ora calmo e chiaro.
Sorride lentamente.
Quel turno di notte è stato diverso.
Milo capisce una cosa importante.
Anche in un luogo isolato e silenzioso, la sua luce può cambiare il destino di qualcuno.